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Come la scuola può costruire competenze di vita

di LUCA RAINA

Docente di lettere nella scuola secondaria di I grado

Istituto Comprensivo Toscanini di Casorate Sempione

Collabora con HOC LAB 

 

PRESENTAZIONE

Raccontati in un tweet

Insegnante di lettere nella scuola secondaria di I grado, sono un formatore e un curioso esploratore delle TIC.

ISPIRAZIONE

Quali visionari o quali esperienze personali, vicine e lontane, ti hanno formato e ispirano il tuo lavoro quotidiano?

Mio padre che mi insegnava e pescare e non perdeva mai la pazienza; un docente delle superiori visionario e appassionato; l’avvento delle TIC e le rivoluzioni della didattica. Su tutto il luccichio emozionante negli occhi di un alunno che, finalmente, apprende.

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INNOVARE, TUTTI I GIORNI

In poche parole, qual è il metodo didattico che orienta e contraddistingue le tue azioni di insegnante, quotidianamente?

Non esiste un metodo. Esistono gli alunni. Servono strategie. Essere duttile è condizione necessaria. Innovare dunque, sempre, ma con un fine. Innovare a volte significa riscoprire approcci dimenticati e vestirli con un vestito nuovo.

CHE CLASSE!

Descrivi la tua aula, gli arredi, gli strumenti, le eventuali dotazioni digitali

La nostra classe è un’aula le cui pareti si aprono al mondo solo su un lato. Pure brutto. Noi cerchiamo di abbattere le barriere: abbiamo compagni in Europa, grazie ai progetti Erasmus e gemellaggi, il cloud che ci collega a tutto ciò che ci serve per imparare.

 

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ALUNNI COMPETENTI AL CENTRO

Raccontaci un’esperienza didattica nella quale hai potuto osservare la crescita e le competenze “agite” dei tuoi alunni

Quest’anno, sei alunni dell’istituto sono stati ospitati da una scuola danese, dopo aver collaborato grazie al digitale. Viaggio in aereo, poi, volutamente, in autobus attraverso lo stato. La scuola non è solo contenuti. E’ competenza di vita. Sono tornati stupiti dalla diversità, curiosi, responsabili. Con qualche parola in più di inglese, nuovi amici e la sensazione che senza confrontarsi con gli altri non si cresce. E una spanna più alti. Perché galleggiavano a un metro da terra.

 

ZOOM SUI FERRI DEL MESTIERE

Di quale strumento o risorsa digitale non puoi fare a meno nel tuo lavoro? Con quali modalità lo utilizzi? Quali le potenzialità, le ricadute formative, le possibili criticità?

Tutto ciò che mi permette di raggiungere il mio scopo. Le classi virtuali sono un ambiente perfetto: protetto, stimolante e strutturato. Tutto deve essere condivisibile e consultabile: l’apprendimento è collaborativo. Consapevole dell’importanza della narrazione e del valore della comunicazione, promuovo applicativi per lo storytelling: grafico, verbale e visivo. Senza abusarne. Occorre recuperare la manualità: gesti, manipolazione e coordinazione mano/mente sono alla base della propriocezione. Non c’è creatività che non passi anche attraverso il corpo.

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CONDIVISIONE

Studenti, famiglie, colleghi. Chi sono le persone con le quali condividi idee, progetti, metodi, esperienze, dubbi?

Anche in Italia, finalmente, qualcosa si muove. Nel mio piccolo provo a coinvolgere i docenti con dei video sul canale “APP per PROF” e una didattica attiva. Ma una cultura digitale, nella scuola, senza investimenti nelle persone che ci credono e nelle infrastrutture, rimarrà sempre al palo. Se non osteggiata. Mentre il mondo corre ad altre velocità.

FUTURO

Come immagini la scuola che sarà?

Serviranno ancora virtuosi maestri di pensiero. Ma forse non saranno più nella classe. Ci si avvicina a una “libera discenza” in cui gli alunni potranno usare la rete per apprendere. Con molti rischi. Le scuole saranno sempre più connesse. I libri sempre più personalizzabili. Il timore è quello di un digital divide sociale. La via, io credo, è ormai tracciata.

 

Foto di L.Raina