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Come collegare la matematica alla realtà per capire il mondo

di MARIA AURORA MANGIAROTTI

Docente di matematica nella scuola superiore di II grado

Formatrice per Impara Digitale

PRESENTAZIONE

Raccontati in un tweet

Sono docente di matematica applicata in un tecnico commerciale, mi occupo di sostegno ai docenti per la didattica con le tecnologie e promuovo il cambiamento a partire dalla realtà in cui opero, coinvolgendo  i colleghi più motivati in progetti innovativi.

ISPIRAZIONE

Quali visionari o quali esperienze personali, vicine e lontane, ti hanno formato e ispirano il tuo lavoro quotidiano?

Sono stati fonte di ispirazione e di crescita professionale e umana Edagar Morin, George Polya, Hans Freudenthal; i docenti universitari Don Mario Ferrari, Giovanni Prodi, Vinicio Villani, Mario Castoldi, Rosetta Zan, con le sue ricerche sulle difficoltà in matematica, e Gabriella Ottaviani, per lo studio della statistica. Mi hanno arricchito molto le discussioni e gli scambi durante le scuole estive di didattica della matematica organizzate da Don Mario a Paderno del Grappa. L’incontro con Dianora Bardi è stata occasione di studio e di ricerca in tema di didattica per competenze con le tecnologie.

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INNOVARE, TUTTI I GIORNI

In poche parole, qual è il metodo didattico che orienta e contraddistingue le tue azioni di insegnante, quotidianamente?

Non adotto una metodologia particolare, ma di volta in volta scelgo un approccio adatto al contesto classe e all’attività da svolgere.  Le regole comuni sono: lavorare seriamente, lavorare insieme, sfruttare le occasioni offerte dall’attualità per fare problem solving, coinvolgere gli studenti, rendendoli consapevoli che la scuola non è un’isola e quanto succede intorno a noi sempre di più ha un impatto sulla nostra vita. Privilegio la partecipazione attiva, ogni affermazione deve essere motivata, la risoluzione dei problemi deve essere descritta a voce e anche i grafici devono essere “raccontati”!  I compiti a casa? Sempre relativi alla matematica ma non solo: seguire un telegiornale al giorno, leggere un articolo dal web di carattere economico o scientifico, per poi discuterne in classe.  Gli aspetti focali della mia didattica:

  • vincere la paura della pagina bianca di fronte ad un problema
  • arricchire costantemente la propria “cassetta degli attrezzi” e saper scegliere lo strumento più adatto al problema da risolvere
  • affrontare positivamente l’errore e considerarlo come un’opportunità per comprendere in profondità
  • diventare autonomi e responsabili durante la lezione
  • lasciare 5 minuti prima della fine dell’ora per fare il punto e far riassumere ai ragazzi i concetti fondanti della lezione

 

CHE CLASSE!

Descrivi la tua aula, gli arredi, gli strumenti, le eventuali dotazioni digitali

Ho classi diverse, tutte spaziose e molto luminose, che avrebbero però  bisogno di una imbiancatura;  grazie al progetto Generazione Web Lombardia sono dotate di Lim o proiettore. In un paio di classi i ragazzi hanno il tablet, nelle altre si usa il telefonino di cui permettiamo l’utilizzo esclusivamente per fini didattici: ricerche in rete, analisi i dati statistici su siti istituzionali o uso di app per fare grafici. Quando si lavora in gruppo i banchi vengono disposti ad isola, altre volte, quando si relaziona, la disposizione è ad “U”.

ALUNNI COMPETENTI AL CENTRO

Raccontaci un’esperienza didattica nella quale hai potuto osservare la crescita e le competenze “agite” dei tuoi alunni

Il lavoro che racconto è stato svolto due anni fa in una quarta ed è stato presentato, dai ragazzi stessi, al Tablet School a Milano. I ragazzi dovevano acquisire competenze di costruzione e interpretazione dei principali indici statistici, rielaborando dati da fonti istituzionali. Questa la richiesta da cui è partito il lavoro:

“Fai parte di un gruppo di giovani che intende creare nel tuo comune una cooperativa di servizi di assistenza a piccoli o ad ad anziani. Per avviare l’attività ed accedere a finanziamenti che il comune mette a disposizione, dovete presentare un piano di fattibilità dell’impresa. Tu sei incaricato di analizzare l’andamento demografico al fine di stabilire quali servizi privilegiare. Produci un report in cui esponi i risultati delle analisi demografiche partendo dalla popolazione italiana per poi focalizzarti su quella del tuo paese.”

Ho presentato agli studenti questa situazione problematica inserita in un contesto reale e ho richiesto la produzione individuale di un sintetico report, frutto anche di valutazioni personali basate sull’analisi di dati. I risultati dei singoli sono stati raccolti in una presentazione comune. I ragazzi hanno lavorato dapprima individualmente, infine collaborando al prodotto finale; la statistica descrittiva non è fine a se stessa, ma diventa strumento indispensabile per  dare risposte  consapevoli.  Il percorso è stato svolto alternando i device mobili che le attività in laboratorio informatico.

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ZOOM SUI FERRI DEL MESTIERE

Di quale strumento o risorsa digitale non puoi fare a meno nel tuo lavoro? Con quali modalità lo utilizzi? Quali le potenzialità, le ricadute formative, le possibili criticità?

Non posso fare a meno di:

-app per costruire mappe (come Coggle ad esempio): le mappe sono un formidabile strumento per acquisire un metodo di studio, grazie alle capacità di sintesi, di connessione logica fra i nodi: nel tempo ho costruito percorsi per portare gli alunni dalla costruzione di mappe mentali alla realizzazione di mappe concettuali;

-Excel e Google Fogli sono fondamentali per  la rielaborazione di dati statistici, per la costruzione di  grafici, strumenti davvero potenti per leggere tendenze e interpretare l’evoluzione di un fenomeno: saper creare un grafico o riconoscere se è corretto è una competenza importante per futuri cittadini consapevoli e critici . Un foglio di calcolo è utile anche per lo studio delle proprietà dei numeri, per fare congetture, per generalizzare attraverso formule: mi piace pensare alla matematica come scoperta in cui  l’algebra diventa strumento di pensiero;

Geogebra per lo studio della geometria perché stimola le congetture, fa nascere il bisogno di dare una definizione,  di scoprire gli invarianti  di dimostrare;

Storify per creare inchieste in stile giornalistico con articoli di giornale, prodotti degli studenti o contributi ricavati dai social;

Canva per costruire infografiche, che sono diventate una vera e propria mia passione, da  quando ho scoperto Pinterest, il social che mi ha conquistato per le tante esperienze condivise da docenti (Pinterest for teachers)  da cui prendere spunto;

– dati statistici presi da siti istituzionali; per esempio Gapminder è una app da cui traggo molti spunti diverse risorse.

CONDIVISIONE

Studenti, famiglie, colleghi. Chi sono le persone con le quali condividi idee, progetti, metodi, esperienze, dubbi?

Condivido e collaboro con i colleghi  a scuola per progettare unità di apprendimento, lezioni e materiali; con i ragazzi ho un ottimo rapporto specialmente in ambito tecnologie mi consigliano, cresciamo insieme attraverso uno scambio continuo. Con i colleghi di Impara Digitale studio e sperimento nuove app, preparo progetti di formazione.  Ambito di studio e ricerca attuale “La valutazione autentica e come utilizzare in classe le prove Invalsi per promuovere competenze”.

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FUTURO

Come immagini la scuola che sarà?

Immagino una scuola non più autoreferenziale, al centro dell’attenzione della società per il suo ruolo strategico nell’educazione dei giovani, dotata di infrastrutture che permettono di sfruttare le potenzialità della rete.  Non sarà l’unica agenzia per la formazione dei giovani, ma quella più qualificata per l’acquisizione delle competenze fondanti: dalla ricerca e selezione e validazione delle fonti, l’utilizzo consapevole dei social, l’imparare ad imparare e la socializzazione.  In questa scuola niente si darà per scontato: si presenta un problema, si analizzano i dati, si sperimenta, si discute, si modellizza e si propone una soluzione. L’insegnante guida e sistematizza.  I ragazzi sono protagonisti nelle attività e nei percorsi, ognuno con i propri ritmi.  Una scuola come laboratorio di idee, aperta al mondo in cui avviene una continua interazione e scambio con il territorio e con il mondo,   in cui si supera il concetto della classe sul modello della scuola scomposta  ideato dalla Prof.ssa Dianora Bardi.

Immagini di M.A.Mangiarotti