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Come la fantasia è più potente della tecnologia

di NADIA MAINETTI

Docente di scuola primaria

Formatrice di Impara Digitale

Presentazione

Raccontati in un tweet (max140 caratteri)

Insegnante di Religione Cattolica nella scuola primaria da più di 35 anni, appassionata di nuove tecnologie e non solo. Mamma orgogliosa di tre figli e presto nonna.

 

Ispirazione

Quali visionari o quali esperienze personali, vicine e lontane, ti hanno formato e ispirano il tuo lavoro quotidiano?

Don Milani e la sua scuola mi hanno sempre affascinato. Tanti bravi insegnanti incontrati nella mia carriera mi hanno aiutato molto ad aprire la mente ed il cuore spronandomi a cercare e sperimentare nuove strategie didattiche perché tutti potessero sentirsi accolti.

 

Innovare, tutti i giorni

In poche parole, qual è il metodo didattico che orienta e contraddistingue le tue azioni di insegnante, quotidianamente?

In una 2^ e 3^ abbiamo iniziato quest’anno un’esperienza di classe scomposta. I laboratori organizzati si svolgono 2 giorni alla settimana ma, poiché ogni mattina io entro in classe, la sfida è stata non far diventare la didattica “innovativa” una scelta occasionale. L’utilizzo delle tecnologie mi ha permesso di aggregare o scomporre la classe in funzione del contenuto della lezione offrendo ai ragazzi l’opportunità di apprendere secondo tempi e modi per loro più costruttivi

 

Che classe!

Descrivi la tua aula, gli arredi, gli strumenti, le eventuali dotazioni digitali

Io non ho un’aula, ma tante aule e quindi anche tante classi. Ho 4 sedi, alcune con una pluriclasse unica (dalla 1^ alla 4^). In quasi tutte le classi ho a disposizione una LIM con pc. Nelle due scuole più piccole ho un notebook collegato ad uno schermo di grandi dimensioni.

La tecnologia è molto importante per rendere subito presenti materiali, informazioni, brevi filmati o immagini ma quando voglio “parlare” con i bambini e farli raccontare, spengo tutto perché non ci siano motivi di distrazione. Per quanto riguarda gli arredi ci stiamo organizzando pian piano: la lotteria dei genitori, il regalo di fine anno che i genitori hanno trasformato in attrezzature per la classe … Speriamo pian piano di avere anche un luogo confortevole come le nostre case per imparare ancora meglio … per ora ci accontentiamo e facciamo funzionare la fantasia!

 

Alunni competenti al centro

Raccontaci un’esperienza didattica nella quale hai potuto osservare la crescita e le competenze “agite” dei tuoi alunni

All’inizio del percorso di classe scomposta abbiamo radunato i bambini delle 2 classi coinvolte per un’assemblea. In questa occasione abbiamo fissato le regole del lavoro che stavamo per intraprendere. Cartellone (4 , da appendere in ogni spazio utilizzato per i laboratori), firma dei bambini per “presa visione e accettazione” e delle insegnanti. Per alcuni di loro mettere in pratica anche solo uno dei comportamenti individuati come importanti per lavorare e stare insieme bene rappresentava una sfida quotidiana. Ma, la più difficile era senza dubbio “accettare le idee degli altri” e per F. è stata dura. Nelle attività inizialmente sceglieva come modalità il lavoro individuale oppure se proprio proprio il compagno più accondiscendente. Piano piano ha capito l’importanza di cooperare (altra parola chiave) ma soprattutto che anche i compagni potevano avere idee e intuizioni che messe insieme risultavano veramente vincenti. Ad un certo punto del percorso mi sono accorta del cambiamento nel suo modo di lavorare e di come ascoltasse i compagni, dello sforzo di aspettare lasciando spazio a tutti di esprimersi. Mi ha detto “è proprio bella la classe scomposta perché impari a lavorare “.

 

Zoom sui ferri del mestiere

Di quale strumento o risorsa digitale non puoi fare a meno nel tuo lavoro? Con quali modalità lo utilizzi? Quali le potenzialità, le ricadute formative, le possibili criticità?

Nella mia borsa c’è un tablet: non posso fare a meno di Notability, per prendere appunti, organizzare materiali di ogni tipo. ThingLink per creare immagini “parlanti” sugli argomenti che trattiamo in classe. Popplet per creare breinstorming veloci o mappe più complete. Infine per rinforzare la comprensione di testi e ricordare meglio uso Tugul un web tool che crea wordcloud.

Mi sono spesso chiesta come aiutare i ragazzi a comprendere e cogliere il significato di un testo, i passaggi più importanti. Ho visto che a volte sono distratti e leggono preoccupati di rispettare la tecnica della lettura ma non comprendono ciò che leggono. Ho sperimentato l’uso delle word cloud e devo dire che hanno funzionato. Si sono rivelate un efficace strumento di rappresentazione visiva, molto immediate ed originali.

Le ho provate per gioco, lasciando che i ragazzi scoprissero da soli molti aspetti del funzionamento del programma Tagul . Mi hanno insegnato molto più di quanto avrei imparato da sola, senza contare che hanno fatto a gara tra loro per scoprire le varie funzionalità. 

Ci sono molti altri programmi che permettono la creazione de “nuvole di parole” ma questo funziona con tutti i sistemi operativi e non richiede componenti aggiuntivi e la registrazione permette il salvataggio delle nuvole create.

Dopo un primo momento di utilizzo libero ho cominciato a fissare delle regole per la creazione della nuvola:

  • Il numero massimo di parole da utilizzare per evitare che la nuvola risulti illeggibile
  • La scelta dell’immagine da creare che rappresenti in maniera simbolica il testo da comprendere.
  • La dimensione delle parole: le più significative devono essere le più grandi.
  • I colori delle parole devono esprimere gioia (colori chiari), tristezza (colori scuri).

La ricaduta è stata molto positiva perché leggono il testo non solo con gli occhi ma anche con il cuore e la mente e dovendo motivare ai compagni e all’insegnante le scelte fatte nella costruzione della nuvola imparano ad argomentare e a dibattere per sostenere le proprie idee.

Condivisione

Studenti, famiglie, colleghi. Chi sono le persone con le quali condividi idee, progetti, metodi, esperienze, dubbi?

Ho la grande fortuna di avere una collega in particolare con cui condivido tutto del mio lavoro. Insieme analizziamo, proviamo, … siamo molto complementari nelle scelte. Quest’anno attraverso l’esperienza di classe scomposta, abbiamo coinvolto altre colleghe, un po’ restie all’inizio, ma quando c’è passione si riesce a coinvolgere anche i più scettici!

Rendere partecipi le famiglie di quanto realizziamo o vogliamo fare a scuola aiuta anche i ragazzi ad essere più consapevoli della serietà del lavoro svolto.

Il mio consiglio è sfruttare tutto ciò che sappiamo fare e non fermarsi a pensare che se avessimo questo o quello potremmo fare di più o meglio. Se vogliamo cambiare la didattica dobbiamo spenderci tempo, energie e fantasia. Le risorse poi arriveranno …

 

Futuro

Come immagini la scuola che sarà?

Spero in una scuola aperta alle differenze vissute come ricchezza e non come ostacolo, capace di coniugare tutto ciò che è innovativo e tecnologico con gli aspetti più relazionali ed affettivi. Mi auguro che bambini e ragazzi non siano valutati solo per ciò che sanno ma tenendo conto di ciò che sono e del percorso di crescita umana che li ha caratterizzati