Robotica a … colori

Federica Tamburini è un’insegnante di scuola primaria e Animatore Digitale. Collabora con Impara Digitale e da anni anche con l’Università di Genova, dove segue i docenti che intendono conseguire la Patente pedagogica europea per l’uso delle Tic (Epict). Parallelamente all’attività di docenza, svolge attività di formazione sulla didattica per competenze e sull’uso didattico della tecnologia.

 

La robotica educativa è un metodo ludico per approcciarsi in modo pratico al mondo dei robot, della programmazione e in generale all’apprendimento delle materie tecniche. Ricercare ed applicare algoritmi risolutivi di un problema e testarne immediatamente la riuscita: in questo l’uso dei robot aiuta i ragazzi a evidenziare la procedura applicata, testando la bontà delle scelte fatte, coltivando e sviluppando le strategie risolutive del pensiero computazionale.

Un aspetto molto importante della robotica applicata alla didattica è la gestione dell’errore (“debugging”), visto non in maniera penalizzante ma come sfida ulteriore per la risoluzione.

Privilegiando per sua natura il lavoro pratico, la robotica in classe favorisce l’apprendimento attivo dell’approccio per competenze, valorizzando la cooperazione, l’apprendimento per scoperta e il problem solving e coinvolgendo anche il docente in maniera attiva come guida e supporto al lavoro autonomo dei ragazzi.

Proprio per l’importanza che riveste l’avvio al pensiero computazionale, è bene iniziare da prestissimo, possibilmente fin dalla scuola dell’infanzia.

Da parte del docente, la sfida sta nell’applicare il metodo procedurale ed algoritmico anche nelle materie meno scientifiche, come quelle letterarie.

Quella che racconto qui è una piccola esperienza realizzata con bambini all’inizio della seconda primaria utilizzando un piccolo ma sofisticato robot: Ozobot, che ha la caratteristica di poter essere “comandato” con i colori. Alla base possiede infatti un sensore che legge lo spettro luminoso riconoscendo i colori, per cui può seguire un percorso tracciato con un semplice pennarello e, con una serie di combinazioni di colori, può compiere alcune azioni (variare la direzione, la velocità, ecc.). Proprio per questa sua semplicità, è adatto anche a bambini molto piccoli; quando i bambini diventano un po’ più grandi o esperti, potranno utilizzare anche un pc, un tablet e il linguaggio a blocchi (Ozoblocky) per far compiere azioni più sofisticate.

Nel nostro caso, Ozobot è stato utilizzato in due modi: in italiano, per approcciarsi al carattere corsivo come linea continua (lettere divenute percorso), e in geografia, per creare percorsi intrecciati e labirinti.

Nel primo caso, abbiamo utilizzato solo un comando (torna indietro): ai bambini è stato chiesto di realizzare su un foglio in corsivo maiuscolo la lettera iniziale del loro nome, scegliere il punto di partenza e inserire poi alla fine il comando per far ripercorrere al contrario il percorso.

Robotica a colori 1

Nel secondo caso, abbiamo lavorato a coppie per fare i percorsi dentro i labirinti, inserendo anche le combinazioni dei comandi “gira a destra” e “gira a sinistra” in modo da guidare il robot nel percorso scelto.

Robotica a colori 2

Lo step successivo è stato formalizzare gli algoritmi sul quaderno, introducendo anche il concetto di “variabile” in modo molto semplice. Naturalmente questi sono solo i primi passi…

Ozobot permette di lavorare a vari livelli proponendo molte attività, diversificate nella difficoltà e nelle possibilità didattiche. Nel sito del produttore è possibile anche visionare e scaricare varie proposte di lavoro per tutte le età (https://portal.ozobot.com/lessons)

Robotica a colori 3

Conclusioni.

L’introduzione della robotica è possibile anche con bambini piccoli in molte forme, che stimolino la loro curiosità e contemporaneamente anche la possibilità di affrontare in modo pratico concetti non semplici (come le variabili in un algoritmo). Il mercato offre molte proposte, adatte a tutte le età e tra loro questo piccolo Ozobot, che utilizza anche strumenti familiari ai bambini in modo fino ad allora impensato.

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