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Come trovare la “strada migliore” per il blended learning

di GIUSEPPE CORSARO

Docente di scuola secondaria di I grado

Amministratore di Insegnanti 2.0

Formatore di Impara Digitale

 

Presentazione

Raccontati in un tweet (max140 caratteri)

Insegnante di discipline umanistiche. Mi sforzo di rendere più proficuo possibile il processo di apprendimento. Il digitale è per me un prezioso alleato.

 

Ispirazione

Quali visionari o quali esperienze personali, vicine e lontane, ti hanno formato e ispirano il tuo lavoro quotidiano?

Non voglio citare nessuno in particolare, ma sono tanti, in Italia e all’estero,  i “fari” che mi hanno guidato e continuano a farlo nel percorso di continua ricerca e miglioramento nel mio lavoro di insegnante. Docenti, dirigenti, psicologi, pedagoghi, esperti di tecnologie didattiche, ecc… C’è chi mi ha ispirato nuove strategie, chi nuovi approcci didattici, chi mi ha fatto conoscere strumenti, digitali per lo più, efficacissimi e chi mi ha mostrato orizzonti nuovi. Insomma, ho attinto e attingo sempre da tantissime preziose “sorgenti”.

 

Innovare, tutti i giorni

In poche parole, qual è il metodo didattico che orienta e contraddistingue le tue azioni di insegnante, quotidianamente?

Più che un metodo direi un “pool” di metodologie, approcci e strategie che cerco di dosare bene nel contesto classe. Mi impegno a trovare la strada migliore con ciascun alunno e in ogni occasione. Ci sono attività didattiche che riesco a condurre con il cooperative-learning, altre in cui è necessario un approccio più personalizzato. In genere utilizzo la lezione frontale solo se necessaria e in ogni caso sempre con un potente alleato al mio fianco: l’universo digitale. Conduco spesso attività in modalità blended learning. Mescolo un po’ coi tempi e faccio alcune cose in classe e altre online. Adotto spesso la modalità flipped sia utilizzando materiali originali, creati da me, sia usando risorse reperite online (OER). Spesso a dettar legge sulla scelta sono anche le dotazioni e l’infrastruttura di rete della scuola… Bisogna farci i conti per forza. La direttrice principale e imprescindibile per me resta comunque l’efficacia reale di tutto quello che faccio con i miei alunni. Per questo uso spesso appositi strumenti digitali che mi permettono rilevazioni e feedback anche molto frequenti. E sugli esiti di tali riscontri aggiusto il tiro di volta in volta.

 

Che classe!

Descrivi la tua aula, gli arredi, gli strumenti, le eventuali dotazioni digitali

Non ho una particolare situazione privilegiata nella mia scuola. Le aule sono quelle tradizionali. Ardesia ovunque e LIM (non sempre efficienti) in qualche classe. Un unico laboratorio multimediale interdisciplinare che condividiamo in base alle esigenze. La connettività è scadente. Per questo, quando posso,  faccio utilizzare alcuni dispositivi personali agli alunni (BYOD). Non mi fermo dinanzi alla prima difficoltà. Cerco sempre di risolvere i problemi tecnici, che non mancano, anche facendomi aiutare dai più esperti fra i miei alunni. Personalmente utilizzo quasi sempre un tablet  di mia proprietà. Ho scoperto che per ridurre al minimo gli intoppi basta adottare strumenti web-based e piattaforme cloud. Come d’incanto scompaiono una serie di ostacoli che altrimenti sarebbero insormontabili. Certo, per far ciò bisogna che ci sia la rete e un minimo di banda per la connessione ad internet… altrimenti diventa impossibile.

 

Alunni competenti al centro

Raccontaci un’esperienza didattica nella quale hai potuto osservare la crescita e le competenze “agite” dei tuoi alunni

In occasione dell’Italian Internet Day  ho voluto testare alcune competenze ed ho svolto un’attività blended con la mia classe terza. L’occasione cadeva a fagiolo. Eravamo arrivati a parlare in Storia del secondo dopoguerra e della Guerra Fredda. Reputai coerente approfondire la nascita e la storia di internet e proposi ai ragazzi la creazione di una timeline multimediale a più mani. Il risultato fu entusiasmante. Ciascuno dei 24 alunni contribuì ricercando, elaborando e confezionando un suo proprio specifico evento all’interno della timeline. La ricerca, la valutazione, la validazione e la citazione di diverse fonti, la stesura del testo, l’accostamento di risorse multimediali e l’utilizzo di uno strumento di lavoro in condivisione (Google-Fogli ) sono alcune delle azioni condotte in autonomia dai ragazzi, ma sempre con una supervisione da parte mia. Competenza digitale, di comunicazione in lingua madre e in inglese, lavoro cooperativo… Tante le competenze che si sono “attivate” durante questa esperienza didattica.   E questo è il risultato.

 

Zoom sui ferri del mestiere

Di quale strumento o risorsa digitale non puoi fare a meno nel tuo lavoro? Con quali modalità lo utilizzi? Quali le potenzialità, le ricadute formative, le possibili criticità?

Poiché uso sempre strumenti web-based e/o piattaforme online e ambienti cloud, è ovvio che la risorsa digitale di cui non posso fare a meno è Internet. L’assenza di connettività o la banda insufficiente sono bloccanti per molte delle attività didattiche che conduco. Già le risorse aggiuntive e le piattaforme e-learning degli stessi editori dei libri di testo offrono tantissime opportunità di arricchimento all’attività didattica, ma senza connessione ad internet sono irraggiungibili. Quindi, sì, confermo: se non c’è la Rete sono in difficoltà.

 

Condivisione

Studenti, famiglie, colleghi. Chi sono le persone con le quali condividi idee, progetti, metodi, esperienze, dubbi?

Con gli studenti a volte. Con le famiglie raramente. Con i colleghi sempre. Con i ragazzi non è per me cosa buona e giusta condividere alcuni aspetti di progettazione didattica. Lo faccio solo quando mi è funzionale come stimolo creativo da parte loro. Li invito a contribuire e a proporre possibili attività specifiche. Le famiglie le coinvolgo ad inizio anno condividendo con loro una visione generale del mio modus operandi. Con i colleghi diretti ci provo. A volte riesco a coinvolgerne qualcuno (pochi in verità), altre volte no. Molto più spesso condivido con colleghi non della mia scuola. Ho avviato e amministro una community che si occupa proprio di didattica col digitale. Si chiama Insegnanti 2.0  ed annovera ormai più di 21000 membri. C’è un gruppo e una pagina su Facebook e c’è un blog scritto a più mani. Ci confrontiamo, raccontiamo le nostre esperienze, ci incoraggiamo e ci consigliamo vicendevolmente. E’ una bella realtà.

 

Futuro

Come immagini la scuola che sarà?

Una scuola che smetta di sentirsi “diversa” dal mondo. Una scuola che esca all’esterno e che lasci entrare il mondo al suo interno. Una scuola adeguata al terzo millennio e che sappia veicolare gli eterni valori umani con linguaggi e strumenti familiari ai giovani. Una scuola che si rimetta in gioco totalmente per assolvere al compito più difficile: traghettare ciò che la civiltà ha acquisito e conquistato in un futuro fatto comunque e prima di tutto di Umanità. Una scuola che non tema l’innovazione.