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GAME@SCHOOL: abbiamo dato i numeri!

Daniela Cortinovis insegnante di Scuola Primaria presso l’ I. C. Valnegra Clelia Pizzigoni di Piazza Brembana (BG)  racconta la sua esperienza al Game@School, la prima competizione tra studenti a livello nazionale dedicata all’utilizzo del videogioco nella didattica, organizzato da ImparaDigitale a Bergamo lo scorso 14 gennaio. Squadre di studenti, da 2 – 4 componenti, si sono sfidate per 9 ore a colpi di videogioco … nel frattempo docenti e genitori accompagnatori si sono confrontati  sull’importanza didattica, sociale e culturale del videogioco.

Raccogliamo qui le esperienze dirette di Daniela e dei suoi alunni dalle quali emergono entusiasmi, timori, ansie, spirito di competizione ed emulazione di questa prima esperienza che ha voluto dimostrare il legame – ricco di potenzialità ancora tutte da esplorare –  tra didattica e video-giochi.

Intervista

Decidere di partecipare alla competizione non è stato facile, io e le altre colleghe del team ci siamo poste mille domande e perplessità legate al fatto che i bambini potevano non essere pronti, non essere in grado di affrontare una tale sfida.

Durante lo scorso anno scolastico gli alunni si sono approcciati al pensiero computazionale e al coding dapprima sul portale “Programma il futuro/Code.org”, poi durante i laboratori del progetto “Classe scomposta”, producendo delle piccole animazioni con Scratch. Abbiamo pensato che per i ragazzi era importante il confronto con altri coetanei, mettersi in gioco, sperimentare concretamente la capacità di risolvere situazioni problematiche impreviste e sconosciute e il Game@School ci è sembrata il campo adatto per dimostrare che il lavoro che svolgiamo ogni giorno in “classe scomposta” ha un senso, una finalità.

Gameschool1

Ci siamo così presentate alla competizione con tre squadre “verticali”, composte da 4 alunni delle classi 3a e 4a.

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I nostri concorrenti erano piuttosto preoccupati:

Diego: “Quando mi hanno detto di partecipare alle olimpiadi del videogioco mi sono sentito colmo di gioia. Arrivato a Bergamo, alla scuola sede delle Olimpiadi, non sapevo dove girarmi … Nell’Aula Magna a noi coordinatori di squadra hanno letto e spiegato il tema da sviluppare: “NUMERI IN GIOCO!”, poi con i nostri accompagnatori siamo saliti nelle varie aule. Una signora di nome Marina ci aiutava se eravamo in difficoltà”.

Ma anche molto motivati:

Linda: “Quando mi hanno scelta per partecipare mi sono sentita bene ed ero pronta per una nuova avventura con i miei compagni. Mi immaginavo molta meno gente. Nel momento in cui il referente della squadra ci ha comunicato il tema mi sono chiesta:”Ce la faremo?”. Alla fine le idee sono arrivate e abbiamo iniziato a organizzarci. Abbiamo scelto come tema del prodotto “I NUMERI NELLO SPAZIO”, perché a tutti piacciono le costellazioni, i pianeti e il sole. Il lavoro non siamo riusciti a finirlo del tutto, ma sono tornata a casa contenta e soddisfatta.”

E infaticabili lavoratori:

Deborah: “Io ero entusiasta di questa esperienza. In un’aula abbiamo preparato tutto il necessario al lavoro, ma soprattutto abbiamo scatenato la nostra fantasia. Sono rimasta sbalordita dal tema e abbiamo pensato a lungo fino a quando non è arrivata un’idea che non era male: “I NUMERI NELLO SPORT”. Un blackout ha rallentato il nostro lavoro ma alla fine abbiamo recuperato e portato a termine il lavoro. Grazie per questa bella esperienza! Ringrazio le maestre.”

Qualcuno ha subito lo stress:

Federico: “All’inizio ero molto agitato, specialmente quando siamo arrivati in questa scuola, grandissima rispetto alla nostra. Come caposquadra ho illustrato il tema ai miei compagni, abbiamo scelto “I NUMERI IN PADELLA” e cominciato a sparare tante idee. Ero tanto stanco quando sono arrivato a casa che sono persino scivolato sul ghiaccio!”.

Ma altri l’hanno presa anche con più filosofia:

Francesco: “Io mi sono divertito tanto, soprattutto perché ero con i miei compagni, ma ero anche un po’ emozionato. Purtroppo ci sono stati degli inconvenienti tecnici, ma una squadra presente nella nostra aula ci ha fatto usare il proprio router per la connessione e siamo riusciti a mandare le ultime foto in Drive e da Drive caricarle nel programma Scratch.”

Non è mancato l’ottimismo:

Daniele: “È stato molto bello, anche perché tra squadre diverse non ci siamo messi in competizione, ma abbiamo collaborato e ci siamo aiutati. Tutto sommato è stata una giornata emozionante!”

Intervista

I nostri ragazzi non sono riusciti ad arrivare al prodotto finale, ma hanno progettato con impegno le varie fasi di realizzazione di un gioco: in classe riprenderemo e completeremo il videogioco ideato dalle tre squadre.

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Ho tuttavia apprezzato la capacità dei ragazzi di organizzarsi autonomamente e affrontare, ciascuno con il proprio modo di essere e sentire, un compito nuovo e sicuramente non facilissimo da sviluppare.

A volte noi insegnanti tendiamo a pensare che i bambini debbano sempre essere imbrigliati in situazioni di apprendimento preconfezionate, e che se non sono guidati non possono essere in grado di produrre o lavorare.

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Questa è stata un’occasione che ci ha fatto riflettere e ci incoraggia a sperimentare nelle nostre classi attività in cui i ragazzi possono esprimersi con naturalezza e sentirsi liberi di mettere a frutto ciò che sono e che hanno appreso.

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Faremo tesoro di questa bellissima esperienza nella quale il “Centro Studi Impara Digitale” ci ha coinvolti e ci presenteremo ancora più preparati e agguerriti alla prossima sfida, perché sono profondamente convinta che anche videogiocando si impara!

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