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La Scuola del futuro è già qui

La programmazione delle attività di ricerca e formazione del Centro Studi Impara Digitale per il 2017-2018 si apre a una serie di nuove iniziative. Accanto agli appuntamenti ormai tradizionali come Tablet school, Game@school Olimpiadi Nazionali del videogioco, il Centro Studi si è aperto a una significativa offerta di webinar e corsi online, sta ampliando la propria rete di formatori sul territorio nazionale e ha dato vita a specifiche collaborazioni con alcune delle principali aziende che operano nel settore informatico, come ACER, Samsung, CISCO, Zanichelli.

La grande novità di quest’anno, che coniuga nel migliore dei modi il connubio didattica-tecnologie, da sempre punto di forza della filosofia di Impara Digitale, è rappresentata da un importante progetto di respiro nazionale e internazionale che vede un nutrito gruppo di ricerca riflettere sull’esigenza di valutare in che modo si siano modificati i processi cognitivi degli studenti in relazione all’avvento nelle loro vite del digitale.

Attori di questo progetto sono, oltre al team di ricerca di Impara Digitale guidato da Dianora Bardi, l’Università Bocconi, l’Università di Padova e il CNIS, l’Università di Oxford nelle figure, rispettivamente di Francesco Sacco, Daniela Lucangeli, Luciano Floridi, oltre alla partecipazione del comune di Bergamo, dell’USR Basilicata e dell’Istituto “L. Pilla” di Campobasso.

L’introduzione dei mobile device nella scuola, promossa dal PNSD e dai finanziamenti regionali, e su cui tanto in questi ultimi mesi si è dibattuto a fronte della proposta di liberalizzarne l’uso in classe, ha indiscutibilmente portato con sé un profondo cambiamento delle modalità di comunicazione, socializzazione e apprendimento dei ragazzi e, per certi versi, sta generando una disaffezione degli studenti all’istituzione scolastica. Le attività didattiche sono ancora troppo ancorate ad un vecchio modello di lezione trasmissiva, che non riesce a porre lo studente al centro del processo di insegnamento/apprendimento e che non permette l’acquisizione di quelle competenze sempre più necessarie in una società ormai non solo digitale ma anche liquida.

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La presenza sempre più pervasiva del digitale non può non spingere a porsi degli interrogativi sulle criticità e sulle potenzialità che esso ha sugli studenti, soprattutto da un punto di vista neuroscientifico, e non ci si può più esimere dal tenere nella giusta considerazione alcuni aspetti ormai sempre più rilevanti: dalle difficoltà nell’ascolto, alla gestione della paura e delle emozioni, all’attesa e al tempo, fino alla capacità di gestire la massiccia mole di informazione che offre la Rete, all’interno della quale è possibile trovare praticamente tutto e che adesso sembra generare quasi una incapacità, una fatica ad approcciarsi all’informazione con senso critico e capacità di approfondimento; inoltre, si va evidenziando anche una difficoltà nella predisposizione all’ascolto, alla riflessione e una sempre più marcata difficoltà nella comunicazione orale e diretta; d’altro canto, però, non  si può non prendere atto del fatto che i ragazzi dimostrano anche una grande capacità e velocità nel muoversi  all’interno del web e nel concentrarsi  su più cose contemporaneamente. Questo è, indiscutibilmente, frutto di una modificazione delle loro abilità cognitive.

L’ambizioso progetto cui il gruppo di lavoro si dedicherà, prende le mosse proprie da queste considerazioni e soprattutto dalla presa d’atto che la scuola non può fingere che tali cambiamenti non esistano, come d’altronde non può negare il digitale e l’innovazione tecnologica nella didattica. Ma fondamentale diventa anche la ricerca di un giusto mezzo e di un equilibrio, nonché un ripensamento nella didattica che deve sempre più votarsi a forme che gli studenti ritrovino nella loro quotidianità.

Il progetto si articolerà in più step e il primo vedrà coinvolti l’Università di Padova, il CNIS e Impara Digitale, che analizzeranno e confronteranno le metodologie didattiche maggiormente diffuse nella scuola italiana, evidenziando diversi aspetti, comuni e divergenti, sia nell’ottica della didattica che in quella degli spazi, degli arredi, delle infrastrutture, delle tecnologie, puntando a un “modello scuola” che permetta un’applicazione modulare di ogni metodologia il docente preferisca adattare alla propria attività in classe. A sintetizzare i risultati sarà un coordinatore, per tutto il team di progetto, che monitorerà l’azione dei focus group e i risultati dei diversi team coinvolti.

La sintesi di questo lavoro punta ad offrire alla comunità scolastica italiana una proposta educativa e un modello didattico e di scuola che risulti essere efficace attraverso un nuovo paradigma di apprendimento/insegnamento, con una solida base scientifica di riferimento. Esso terrà conto delle linee guida sull’impatto cognitivo delle tecnologie sull’apprendimento, delle difficoltà oggettive delle distrazioni cui vanno incontro gli studenti nel corso della loro vita scolastica e della necessità di potenziare gli aspetti positivi per motivare nuovamente e interessare di nuovo lo studente alla propria vita scolastica.

In un’ottica di sempre più ampio respiro, si offriranno modelli didattici e di organizzazione/strutturazione scolastica, in termini di governance, spazi, arredi, tecnologie che verranno sottoposti all’attenzione della Struttura di coordinamento per l’attuazione di interventi di riqualificazione dell’edilizia scolastica, istituita presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Beatrice Baldo 
Redazione

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