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Per una Didattica con i Social

Laura Casaldi, media educator e redattrice del Blog, ci guida alla scoperta della valenza e spendibilità didattica delle piattaforme di social network più conosciute, per capire come poterli integrare efficacemente all’interno di un percorso di apprendimento.

ispirazione

Social Network quali Facebook, Twitter, Youtube sono ormai entrati di diritto nel nostro quotidiano e, riferendoci ai nativi digitali, questi rappresentano ambienti di espressione e di relazione percepiti e vissuti “realmente” e non solo virtualmente, come spesso si ritiene. Le piattaforme social, sulle quali giovani e meno giovani trascorrono anche diverse ore al giorno, sono i luoghi frequentati e abitati abitualmente e percepiti come familiari, naturale estensione dei rapporti vissuti in presenza. Cercare quindi di integrarli nella didattica, significa avvicinarsi vocabolario espressivo dei nostri ragazzi, parlare quella “lingua liquida”, colmando il gap che separa nativi e immigrati digitali, scuola e extrascuola. Si…ma come?

La prima necessaria riflessione riguarda l’esigenza di conoscere lo strumento per capire come poterlo utilizzare proficuamente all’interno di un percorso didattico. Ciascuna piattaforma social presenta infatti caratteristiche proprie e nasce per veicolare contenuti e linguaggi espressivi diversi. Occorre poi prendere in considerazione quali sono le competenze che, attraverso la sperimentazione didattica, si intende sviluppare o potenziare negli alunni. Solo allora e di conseguenza potremmo progettare la nostra UDA, cercando di trasformarla in un’esperienza condivisa e aperta a tutta la comunità scolastica. Se tutti questi presupposti sono soddisfatti possiamo quindi focalizzarci sulla scelta delle attività da proporre. Ecco quindi alcune idee.

Facebook

Può essere utilizzato sia per la produzione che per la condivisione di contenuti e saperi e si presta benissimo per creare gruppi di discussione e supportare dialoghi e scambio di opinioni grazie alla possibilità di commentare e chattare. In un’ottica didattica potremmo pensare di:

– aprire una pagina dedicata all’Istituto che rappresenti non solo una vetrina per l’offerta didattica della scuola, ma anche occasione per creare e/o valorizzare forme di collaborazione e relazione con altri soggetti;

– creare un gruppo di discussione fra scuola e famiglia per condividere informazioni e materiali scolastici e mettere in relazione docenti e genitori al di là di forme di comunicazione estemporanee e spesso troppo invasive come Whatsapp;

– assegnare attività di ricerca per accedere a fonti e informazioni utili (ovviamente da verificare);

facebook

Calandoci nella pratica didattica, riporto di seguito alcune proposte elaborate all’interno di Workshop tenutosi durante una delle scorse edzioni della Social Media Week*.

La Storia al Tempo dei Social:  Si può assegnare agli studenti il compito di aprire pagine dichiaratamente false intitolate a personaggi storici, chiedendo loro di raccontare in prima persona la vita in quell’epoca. Il lavoro può essere arricchito dall’uso integrato di altri social, quali Instagram per le immagini e Youtube per la ricerca di video di repertorio.

Gemellaggi linguistici fra scuole: si possono creare gruppi di scambio di contenuti tematici in lingua straniera, nei quali avviare conversazioni e condividere contenuti prodotti in lingua da sottoporre ad una valutazione “fra pari”.

Identificazione di Guest Professor: valorizzando il potenziale di capitale sociale della Rete, Facebook può essere anche utilizzato per individuare, attraverso le pagine ed i profili, docenti od esperti (anche stranieri) da invitare a titolo di “Guest” ad incontri o laboratori in presenza o a distanza.

tweet

Twitter

La piattaforma di social networking ci costringe a pubblicare cinguettii che non superino i 140 caratteri. Quello che in apparenza costituisce un vincolo e un limite alla comunicazione, può rappresentare, viceversa, un’opportunità spendibile anche sul fonte della didattica. Potremmo infatti, nell’ottica del potenziamento e dello sviluppo di capacità di scrittura breve e creativa, suggerire l’utilizzo di Twitter per:

ricercare informazioni seguendo un determinato topic (argomento) contrassegnato con il noto #hastag (cancelletto) per approfondire un tema o svolgere una ricerca;

commentare dal vivo un evento scolastico o extra-scolastico al quale si partecipa, invitando successivamente gli alunni a raccogliere, ampliare e interpretare i contenuti presenti nei contenuti pubblicati.

– partecipare a progetti collettivi e collaborativi come ad esempio Twletteratura, iniziativa che propone una riscrittura creativa di opere letterarie, secondo un calendario condiviso. La comunità sceglie un libro, lo legge e lo commenta riscrivendolo su di una app specifica legata al progetto o direttamente su Twitter.

Foto articolo Laura

Youtube 

Riferendoci al mondo dei social non possiamo non citare la piattaforma per la produzione e pubblicazione dei video per antonomasia. Se è vero che a ciascuno di noi capita spesso di accedervi, anche quotidianamente, per divertimento e svago, meno riconosciuto è il suo potenziale didattico e formativo in genere. Le possibilità sono innumerevoli e tutto dipende dai nostri obiettivi didattici e dalle condizioni ambientali e culturale nel quale ci troviamo ad operare.
Ad un primo semplice livello di utilizzo, Youtube può essere un utile strumento per reperire risorse finalizzate ad approfondire determinati argomenti. Volendo invece tentare un approccio più innovativo e meno superficiale di impiego dei video nella didattica, potremmo pensare di:

– proporre agli studenti attività di creazione ed editing, così da farli lavorare non solo sull’acquisizione di competenze di accesso ai diversi linguaggi digitali (audio e visivo digitale), ma anche sullo sviluppo di competenze trasversali;
– utilizzare materiale video reperito su Youtube o Vimeo come base di partenza per la creazione di risorse didattiche da utilizzare nella sperimentazione di nuove metodologie come la flipped classroom (didattica capovolta). L’assunto di fondo è che l’argomento della lezione viene studiato dagli studenti autonomamente a casa, attraverso il materiale suggerito o prodotto dal’insegnante, mentre in classe si lavora in piccoli gruppi per potenziare, condividere e sperimentare quanto appreso. In quest’ottica, il docente può decidere di utilizzare risorse disponibili in Rete (e libere da copyright) o realizzare delle video-lezioni inedite. Può inoltre scegliere, grazie all’utilizzo di apposite web app gratuite, di integrare i filmati con audio, commenti, note e quiz interattivi, rendendo più significativa e stimolante l’esperienza di apprendimento.

Trattandosi di social è importante sottolineare come a qualsiasi sperimentazione didattica vada sempre affiancata un’opportuna educazione all’utilizzo della piattaforma e al digitale in genere, non tanto e soltanto dal punto di vista tecnico-procedurale, quanto rispetto alle buone regole di comunicazione e convivenza in Rete.
Concludo invitando quanti di voi hanno utilizzato uno o più social network nella didattica (anche diversi da quelli citati) a raccontarci e condividere la propria esperienza, o in questo spazio inviando un proprio contributo alla redazione del blog, o con un semplice commento sulla nostra pagina FB dedicata all’innovazione didattica.

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* Workshop “Facebook High School”, Social Media Week, Milano 2013