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Come, tra podcast e social, diventare un supereroe per gli alunni

 

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di LUCA PIERGIOVANNI

Docente di lettere nella scuola secondaria di I grado

Istituto comprensivo di Valmorea (CO)

Esperto di Tecnologie dell’apprendimento

PRESENTAZIONE

Raccontati in un tweet

Sono un pensatore indipendente del Web, un novizio educatore, uno studente esperto, un aspirante supereroe per i miei alunni, un podcaster ed ex deejay, fan del mio cagnolino Miele.

ISPIRAZIONE

Quali visionari o quali esperienze personali, vicine e lontane, ti hanno formato e ispirano il tuo lavoro quotidiano?

Le persone con cui sono cresciuto, i libri letti, gli incontri casuali ma fulminanti, le esperienze quotidiane: sono innumerevoli gli elementi che mi hanno formato professionalmente. E poi ci sono quegli insegnanti che ti fanno amare la conoscenza e che ti aiutano a comprendere la tua vocazione e a far emergere i tuoi talenti. Perché tutti ne abbiamo di talenti, e se oggi entro in classe e cerco di aiutare i giovani a scoprire, con fatica e passione, le proprie attitudini, lo devo a quegli insegnanti che sono stati per me dei veri maestri di vita.

Avere o essere” di Erich Fromm, “L’intelligenza emotiva” di Daniel Goleman, sono solo alcune delle tante letture che mi hanno formato e che si riattivano in me ogni volta che guardo negli occhi uno studente.

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INNOVARE, TUTTI I GIORNI

In poche parole, qual è il metodo didattico che orienta e contraddistingue le tue azioni di insegnante, quotidianamente?

Una didattica multicanale, inclusiva, che sfrutta molteplici strumenti e ambienti che la Rete mette a disposizione. Di fondo rimane l’incontro con l’altro, la consapevolezza che senza un rapporto di rispetto e di stima reciproca tra docente e discente, non ci potrà mai essere un apprendimento autentico. Del resto, Pennac lo ha scritto benissimo:

“Ogni studente suona il suo strumento e bisogna conoscere bene i nostri musicisti per trovare l’armonia e suonare la stessa sinfonia”.

Partire da un problema reale, da una notizia di cronaca, dalla domanda di uno studente, lasciando spazio alla creatività e dedicando tempo al dialogo con i ragazzi su tematiche che, solo apparentemente, esulano dal programma di studio. Questo è il mio modo di insegnare, condito da sano ottimismo e ironia toscana!

CHE CLASSE!

Descrivi la tua aula, gli arredi, gli strumenti, le eventuali dotazioni digitali

Una classe flessibile, che si adatta alle metodologie didattiche che di volta in volta con gli alunni decidiamo di adottare, secondo le attività da portare avanti. Una classe aperta al mondo, senza pareti, perché abbiamo la nostra classe virtuale con la quale continuare a comunicare durante la giornata, oltre le ore di scuola; perché spesso, tramite Skype, entrano nella nostra aula volti e voci di studenti di altri paesi europei.

E se gli arredi non ci permettono di modificare l’assetto della classe in pochi minuti, se la LIM o la connessione internet fanno i capricci o se non abbiamo in dotazione dispositivi mobili, non ci scoraggiamo, perché la creatività risolve ogni situazione: un microfono o una videocamera di uno smartphone, diventano occasione per produrre podcasts di studio e trasformare la classe in una redazione; 140 caselle disegnate su un foglio, sono sufficienti per metterci alla prova con le regole della scrittura sintetica di Twitter; una griglia di webquest è l’opportunità per ragionare su l’attendibilità di notizie e fonti del web.

Ciò che non manca mai è la nostra voglia di metterci in gioco, insegnanti e studenti insieme, di sperimentare nuove strategie didattiche, pur con la certezza che senza una progettazione solida di base, persino aule super tecnologiche rischiano di rimanere un ammasso di freddi macchinari; così come come software, App e computer possono diventare veri ambienti di apprendimento solo con un utilizzo ben ponderato e pianificato: la collaborazione con un maestro d’eccezione come Roger Schank, mi ha portato a maturare questa consapevolezza.

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ALUNNI COMPETENTI AL CENTRO

Raccontaci un’esperienza didattica nella quale hai potuto osservare la crescita e le competenze “agite” dei tuoi alunni

Sono innumerevoli le esperienze didattiche che ho intrapreso negli anni: in alcuni casi le ho viste naufragare ed in altri fiorire. Ho ideato e coordinato progetti che hanno coinvolto reti di oltre 100 scuole, con Istituzioni, Amministrazioni comunali, Associazioni e Fondazioni. Tanti progetti accomunati da tre azioni essenziali: documentare, condividere e produrre.

Per un insegnante oggi, documentarsi, e quindi aggiornarsi, è diventato piuttosto semplice: seguendo ad esempio un MOOC o i più grandi educatori del mondo attraverso i social. Un insegnante può inoltre consultare i numerosi archivi di buone pratiche scolastiche, le open educational resources per arricchire le proprie lezioni, visionare progetti realizzati da altri colleghi, capire con quali strumenti hanno lavorato, quali difficoltà hanno incontrato e quali risultati hanno ottenuto. Fortunatamente ci sono tanti fantastici insegnanti da ogni punto del pianeta che ogni giorno producono conoscenza e condividono generosamente il loro lavoro.

ZOOM SUI FERRI DEL MESTIERE

Di quale strumento o risorsa digitale non puoi fare a meno nel tuo lavoro? Con quali modalità lo utilizzi? Quali le potenzialità, le ricadute formative, le possibili criticità?

Basta un semplice smartphone, collegato ad un proiettore, per aprire le porte ad una didattica collaborativa con gli studenti, che vestono i panni di editori di contenuti digitali: mostrare una presentazione, registrare un podcast con la consolle di Spreaker, twittare il frutto di un’attività di social reading, creare una connessione con altre scuole, trasferire una sessione di brainstorming in un Padlet, rispondere a quiz didattici con Kahoot, produrre pillole di cultura attraverso Snapchat o Stories di Instagram…

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CONDIVISIONE

Studenti, famiglie, colleghi. Chi sono le persone con le quali condividi idee, progetti, metodi, esperienze, dubbi?

A scuola rendo sempre partecipi studenti e famiglie delle attività intraprese in classe e delle competenze che essi potranno maturare. Personalmente, i tanti gruppi di insegnanti nati su Facebook, le liste di utenti seguiti tramite Twitter e la rete di professionisti in LinkedIn, mi permettono di interagire quotidianamente con professionisti di tutto il mondo e di scambiare con loro idee e progetti.

FUTURO

Come immagini la scuola che sarà?

Dotata di aule aumentate dalla tecnologia, di classi laboratorio, veri e propri FabLab, dove ogni studente avrà l’opportunità di costruirsi un curricolo personalizzato e dove l’insegnante sarà libero di scegliere metodi e strumenti, tra quelli più utili per i propri studenti, affinché questi ultimi si realizzino come uomini e come cittadini; un ambiente in cui tutti collaboreranno alla progettazione di azioni didattiche per lo sviluppo di competenze.

Scuole di questo tipo esistono già? Allora facciamo in modo che si diffondano sempre più, senza dimenticare mai che il fulcro del cambiamento siamo e rimarremo sempre noi insegnanti, poiché:

l’influenza di un insegnante dura per l’eternità, non si può mai dire dove essa avrà fine” (Henry Adams).

 

Foto di L.Piergiovanni